“La cosa migliore per affrontare i gravi problemi dell’Italia e’ quella di dare il piu’ presto possibile al paese un governo legittimato dal voto popolare, nel pieno del suo potere. Ci auguriamo, ma crediamo che sara’ cosi’, che terminate questa consultazioni, il capo dello Stato possa indire subito le elezioni. È un’esigenza del paese avere un governo operativo che possa risolvere problemi veramente gravi”. Lo ha affermato, al termine del suo colloquio con il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente Silvio Berlusconi. “Abbiamo confermato la nostra disponibilita’ a un dialogo con l’altra parte, con le persone di buonsenso e di buona volonta’: e’ una cosa che sta nel nostro sentimento e che anche dopo le elezioni potra’ trovare conferma da cio’ che noi faremo. La persona con cui e’ piu’ facile andare d’accordo e’ il presidente Berlusconi. Sono una persona concava e convessa, a secondo dell’interlocutore che ho davanti. Con noi e’ sempre possibile trovare soluzioni di buonsenso”.
Uscendo da Palazzo Giustiniani, Berlusconi ha definito “plausibile” l’ipotesi che in caso di vittoria elettorale, la presidenza di un ramo del Parlamento vada all’opposizione. Quanto alla legge elettorale, rispondendo alle domande dei cronisti, Berlusconi ha spiegato: “Quella attuale ha consentito la governabilita’ alla Camera, dove il centrosinistra ha vinto per 24 mila voti. Al Senato ha avuto la maggioranza la coalizione che ha preso addirittura 250 mila voti in meno. Nessuna legge elettorale avrebbe assicurato, in quel caso, la governabilita’. Soltanto la decisione che aveva preso il centrodestra di divisione nella campagna elettorale all’estero, ha consentito al centrosinistra di avere una maggioranza di due senatori. Quindi questa legge puo’ dare ottimi risultati, e lascia anche liberta’ agli schieramenti nell’attuale situazione, che vede una distanza importante tra il centrodestra e la sinistra, una distanza che alcuni sondaggisti stimano in 10 punti, e altri addirittura in 16. Questo da’ liberta’ ai partiti piu’ importanti delle coalizioni, di decidere con chi vogliono presentarsi alleati, e immagino che se cio’ che viene detto dal leader del Pd sara’ nei fatti, di chi sottoscrive un preciso e concreto programma”.
Quanto alla possibilita’ di un accordo in extremis col Pd, rilanciata stamani da ’il Giornale’, Berlusconi ha ribadito:
“E’ un’ipotesi che non esiste. Per quanto ci riguarda potrebbe essere un’utopia ma significherebbe che il Pd cambia veramente pelle, tutto, i contenuti, rinuncia al suo passato, fa autocritica, dicendo che vuole essere un partito socialdemocratico europeo e occidentale”.
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